Storia colori sociali del Newcastle United


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A differenza di molti club anche di antica fondazione, il Newcastle ha ininterrottamente vestito il bianconero dal 2 agosto 1894, quando i direttori del club (da poco tempo Newcastle United) decisero di abbandonare i colori originali del Newcastle East End, una delle due metà del calcio dei pionieri in riva al Tyne. Dopo un decennio di aspra rivalità, infatti, gli East Enders avevano sostanzialmente ‘assorbito’ il Newcastle West End e il St. James Park, loro terreno di gioco. Negli anni del dualismo entrambi i club avevano seguito la ‘moda’ del calcio del Nord-est, adottando divise imperniate sul rosso. L’East End aveva addirittura vestito in alcune occasioni la ‘sacrilega’ maglia bianco-rossa in stile Sunderland, mentre i West Enders avevano ‘esplorato’ anche altre tonalità, arrivando ad un nero-azzurro a bande orizzontali.

A seguito dell’unione, un po’ per marcare la discontinuità rispetto al dualismo precedente, un po’ per eliminare i frequenti conflitti ‘cromatici’ in occasione degli incontri di Second Division (lungi erano ancora i tempi dei colori di riserva…), il club decise di adottare una nuova divisa, con maglia bianca e nera e knickers scuri. Se è abbastanza chiaro il motivo del cambiamento, misteriosa resta la scelta dei nuovi colori. Sull’argomento si sono fatte molte congetture, ma in assenza di riscontri sui registri ufficiali del club e dei testimonianze probanti, tutto resta avvolto in un alone di mito e suggestione. Una prima teoria ruota intorno a Padre Dalmatius Houtmann, un religioso olandese del monastero dei Frati Neri, a due passi dal St. James Park. Assiduo frequentatore dello stadio e dei giocatori, secondo alcuni fu proprio quale segno di devozione e rispetto nei suoi confronti che al momento di cambiare i colori sociali si optò per il bianco e nero dell’abito talare.

Un’altra storia, di ispirazione più ‘bucolica’, ruota intorno ad un paio di gazze che avevano fatto del vecchio Victorian Stand del St. James Park il loro nido. Leggenda vuole che i giocatori del Newcastle si affezionarono tanto alla loro presenza da riprenderne i colori per le nuove divise e darsi quale nickname proprio quello di Magpies, le Gazze. La soluzione più accreditata dagli studiosi della materia è però di tipo storico, e affonda le radici nella Guerra Civile che insanguinò l’Inghilterra del XVII secolo. All’epoca le regioni del Tyneside e del Northumberland erano sotto l’influenza dominate di William Cavendish, duca di Newcastle ed erede di una famiglia di antica e consolidata nobiltà. Nella zona i Cavendish possedevano castelli e possedimenti, e ancora oggi la toponomastica cittadina evoca lo stretto legame della stirpe con il Tyneside: Cavendish Place, Portland Terrace, Devonshire Place, Welbeck Road sono chiari tributi a questo rapporto, e lo stemma bianco e nero del casato fu sicuramente la prima documentata connessione del black’n’white con Newcastle. Allo scoppio della Guerra Civile, Sir Cavendish organizzò un suo esercito, i Newcastle Whitecoats, per difendere le ragioni del Sovrano. L’uniforme dei militi, con elmo, pantaloni e stivali neri su camicia bianca (in onore dello stemma di famiglia) divenne l’elemento distintivo della milizia, identificando la prima vera Toon Army della storia. Per la verità il primo bianconero (fino alla Grande Guerra) fu tale solo in parte, visti i pantaloncini blu scuro che completavano la divisa. In quegli anni si videro anche maglie con le classiche bande verticali davanti (molto larghe) e completamente nero dietro. Negli anni ’20 le bande si ‘restrinsero’, assumendo la misura che diventerà quella ‘classica’.

Nonostante marginali ritocchi al colletto della maglia e all’alternanza di bianco e nero, infatti, la divisa rimase sostanzialmente immutata fino alla fine degli anni ’50, quando il manager Charlie Mitten decise di rivoluzionare il kit varando una maglia affusolata e aderente, rivoluzionaria per l’epoca. L’esperimento non ebbe grande successo, e a grande richiesta il club tornò all’antico per tutti gli anni ’60, salvo riprendere la ‘visione’ di Mitten quando i nuovi dettami della moda continentale avrebbero invaso anche il Regno Unito alle soglie degli anni ’70. Questo fu anche il decennio in cui il calcio conobbe la sua prima ‘rivoluzione’ in termini di esposizione mediatica e afflusso di denaro, con la comparsa di sponsor e fornitori ufficiali. Nella stagione 1982-83 comparve sulla maglia la celebre stella blu della Newcastle Breweries, primo sponsor ufficiale del club.

 

Di Giacomo Mallano – tratto da Football Please UK n.11

Christian Cesarini

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Grande esperto di Calcio Inglese e autore di due Best Seller: English Football Days e Swinging Football
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