Manual scoreboards


 

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L’half time scoreboard, ovvero un elenco di lettere e numeri che erano presenza fissa in qualsiasi stadio inglese fino ai primi anni ottanta. Solitamente, le partite che si disputavano in una giornata di campionato (rigorosamente alle 15:00) venivano abbinate ognuna ad una specifica lettera (es: A corrispondeva A: Arsenal-Spurs, B: Stoke City-Aston Villa, C: Manchester City-Coventry e via dicendo). L’elenco/abbinamento delle lettere/partite era consultabile anche sul match programme della partita.

Tra una lettera e l’altra c’era uno spazio vuoto che veniva riempito durante l’intervallo inserendo dei numeri corrispondenti al risultato (es: A 1-1, B 0-1, C 1-2 etc); in questa maniera, durante l’intervallo del match, sorseggiando un bollente Bovril, si aveva la situazione dei 45 minuti di gioco, sia per conoscere l’andamento delle partite sia per controllare la schedina dei Pools, ovvero il “totocalcio” inglese.

Tecnicamente gli half time scoreboard erano montati a bordo campo tra una pubblicità e l’altra (praticamente identici alla riproduzione venduta all’epoca dalla Subbuteo per il noto gioco del calcio in miniatura) subbuteoma esistevano, seppur in misura minore, anche sistemazioni atipiche ma non meno fascinose; ne erano provvisti per esempio al St.Andrews di Birmingham o al The Hawthorns del West Bromwich Albion, dove si trovavano montate su un apposito pannello in un angolo tra una end e una tribuna laterale; o quello tra i più famosi negli anni sessanta e settanta: l’half time scoreboard del vecchio Old Trafford di Manchester, collocato nella end opposta alla caldissima Stretford end e costituito da un grande tabellone riportante le lettere e gli spazi per i numeri, i nomi dei due clubs sfidanti e in mezzo un orologio. La end, comunemente chiamata anche Scoreboard end (ai nostri giorni è la East Stand), vide poi l’introduzione nel corner nord-est dello stadio di uno dei primissimi tabelloni elettronici già alla fine del 1973, in conseguenza dei lavori dovuti alla necessità di rendere l’Old Trafford il primo stadio inglese ad istituire le barriere (perimeter fence) tra tifosi e campo. Decisione che fu giudicata necessaria, secondo le autorità dell’epoca, nel tentativo di arginare le costanti pitch invasion generate dal fenomeno hooligans dilagante nei Seventies.

baggiesTornando ai nostri scoreboards tante le storie da “dietro le quinte” vissute nei campi delle serie professionistiche e non. Come quelle dei bambini “infiltrati”, spesso figli o nipoti dell’addetto all’half time scoreboard, che potevano ammirare le gesta degli eroi del local team da una posizione decisamente privilegiata, nonchè gratis. shrewsbury town scoreboard

Ma soprattutto tante, infinite, le storie lavorative di devoti e meticolosi dipendenti alle prese con i quadranti numerici da sostituire. Episodi e vite raccontate, a volte, proprio sulle pagine dei match programme venduti fuori i football grounds, nel quale i supporters sugli spalti scoprivano il volto misterioso di chi ogni sabato pomeriggio aggiornava i risultati con precisione militare. Un classico esempio? Il match programme di Aston Villa-Everton del 13 settembre 1980, con le ultime due pagine intere dedicate al fedele lavoro di Jack Watts (vedi foto iniziale), storico addetto all’half time scoreboard del Villa Park.

Chris Cesarini

Christian Cesarini

Christian Cesarini

Grande esperto di Calcio Inglese e autore di due Best Seller: English Football Days e Swinging Football
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