Liverpool FC v Manchester United


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I derby sono da sempre uno degli ingredienti più importanti e affascinanti del gioco del calcio, capaci di scatenare passioni viscerali tra le tifoserie. Che siano partite di campionato, coppa o più semplicemente di parrocchia poco importa; l’unico comandamento è prevalere sul “cugino” di città, quartiere o zona che sia. Chi segue il football britannico sa bene che i derby sono molteplici, e specie in Premier League le sfide tra club appartenenti alla stessa città o area geografica sono quasi una costante d’ogni turno. Sorvolando sui tanti derby di Londra, o sulle classiche sfide cittadine (citando solo le più famose) tra Everton e Liverpool, Manchester United e Manchester City o Birmingham e Aston Villa andiamo ad approfondire uno dei derby più sentiti ed affascinanti di tutta la terra d’Albione, quello che mette di fronte due città sempre pronte, storicamente, a rivaleggiare non solo nel calcio. Scopriamo quindi perché ogni qualvolta Liverpool – Manchester United si affrontano su un campo verde l’intera area del nord-ovest inglese si ferma letteralmente.

La sfida ha origini antichissime anche se la ruggine tra i due club più blasonati e vincenti d’Inghilterra si è acutizzata soprattutto negli ultimi 40 anni.

Di sicuro a caratterizzare il confronto è la vicinanza geografica tra le città di Manchester e Liverpool, divise da appena 34 miglia (56 km ed appena 50 minuti con l’auto o con il treno) e rivali già ai tempi della rivoluzione industriale di fine XIX secolo. Manchester all’avanguardia nella produzione e Liverpool per il fiorente porto. Ma anche la rivalità scatenasi tra le tifoserie nei Seventies ed Eighties, periodo in cui il fenomeno hooligans salì prepotentemente agli onori delle cronache. Violenti scontri tra Mancunians e Scousers non mancarono mai di far notizia, quando i due football club si affrontarono sul campo. Tuttavia ad alimentare un certo “odio” contribuirono anche le stesse dirigenze e i managers. E’ la storia stessa a raccontarlo: nessun giocatore professionista, dal 1964 ad oggi, ha mai percorso quelle 34 miglia per passare da una maglia rossa all’altra, in nessuna delle due direzioni. Un rigido veto imposto per evitare contestazioni delle tifoserie ma anche per una certa antipatia regnante tra le dirigenze. L’ultimo fu il centravanti Phil Chisnall, nato a Manchester, che nell’aprile del 64 passò dallo United ai Reds per 25mila sterline. Chisnall scese in campo ad Anfield appena sei volte siglando anche una rete ma non entrò mai per ovvie ragioni nei cuori pulsanti della kop. Da quel giorno mai più nessuno ha compiuto un passaggio diretto da una sponda all’altra e questa la dice lunga sul rapporto di certo non amichevole tra i due club. Nell’ultracentenaria storia di Manchester United e Liverpool sono appena nove i trasferimenti di giocatori, di cui ben sette dal 1912 al 1938. Altri giocatori hanno indossato entrambe le maglie ma sempre intervallando le loro prestazioni sportive con una maglia diciamo così neutra, come una sorta di purificazione. Esemplare il caso di Paul Ince, che passò al Liverpool via Inter dopo aver passato sette stagioni all’Old Trafford, accolto come un nemico dalla Kop di Anfield; o di Gabriel Heinze, sul quale Alex Ferguson mise un polemico veto al trasferimento nonostante l’accordo già raggiunto tra Reds e lo stesso argentino. Poi è stata la volta di Michael Owen, ex re di Anfield dal 1996 al 2004 e un po’ a sorpresa approdato alla corte di Fergie.

Le statistiche ufficiali riportano che il primo match tra red devils e reds ebbe luogo ad Anfield il 12 ottobre 1895. Davanti a 7mila persone il Liverpool surclassò i rivali 7 a 1 in una gara valida per la sesta giornata di second division 1895/96. In realtà, in quell’epoca pioneristica, i calciatori di Manchester non erano ancora ne rossi nè diavoli. Il famoso logo con l’irriverente diavoletto e il relativo nickname conosciuto in tutto il mondo fu assunto solamente agli inizi degli anni 60 per iniziativa del manager Matt Busby e per l’esattezza anche il nome del club non era quello attuale. Il Manchester United FC, infatti, fu fondato nel 1878 come Newton Heath e la dicitura Manchester United fu coniata (da un emigrante italiano, Louis Rocca) solamente dal 1902, nel momento in cui il club, sull’orlo del fallimento, fu rifondato dopo un romanzesco salvataggio economico. Stesso discorso per i colori sociali, che proprio fino al 1902 erano verde-oro, proprio come i colori sociali della compagnia ferroviaria di Manchester dal quale il club fu generato.

La citata e presunta “prima volta” del 1895 mise quindi di fronte Liverpool e Newton Heath ma se si va a scavare nella lunga e romanzata storia del Manchester United nata nel 1878 si scopre che la sfida con il Liverpool aveva avuto già un precedente, curiosamente molto più drammatico, sportivamente parlando, di quel 7 a 1 datato ottobre 1895.

Nella stagione 1893/94 il Newton Heath chiuse all’ultimo posto della First Division mentre il Liverpool, fondato appena due anni prima da una scissione interna all’Everton FC, giunse in vetta alla graduatoria della second division. All’epoca il regolamento prevedeva che al termine della stagione, al fine di decretare retrocessioni e promozioni, venissero giocati i cosiddetti “test matches”, ovvero veri e propri spareggi tra le ultime tre classificate della first division e le prime tre classificate della second division. Il Newton Heath fu associato quindi al Liverpool e i reggenti della Football League decisero che la gara si sarebbe disputata in partita unica all’Ewood Park di Blackburn, all’epoca uno dei più grandi e funzionali stadi di tutta l’Inghilterra. Sabato 28 aprile 1894 (davanti a 3mila persone), nonostante la differenza di categoria, i reds di Liverpool superarono agevolmente i verde-oro del Newton Heath per 2 a 0 decretando di conseguenza la retrocessione del futuro Manchester United dalla prima alla seconda divisione calcistica. Statisticamente quello fu uno dei primissimi declassamenti della storia del calcio. La storia della rivalità tra i due club ha quindi una genesi sportiva più che degna, considerato che un club superò l’altro in un vero e proprio spareggio decretandone nientemeno che la retrocessione.

La prima affermazione dello United risale al 2 novembre 1895: meno di un mese dopo il citato ed umiliante 7 a 1 di Anfield gli Heathens si vendicarono vincendo 5 a 2 al Bank Street di Manchester (l’Old Trafford sarebbe stato costruito solo nel 1909). Un risultato roboante e non pienamente veritiero secondo le scarne cronache dell’epoca (il Newton Heath avrebbe potuto realizzare molte più reti), caratterizzato dalla tripletta dell’attaccante James Peters e dall’immancabile fitta pioggia di Manchester.

Seguirono tante altre sfide di campionato nel quale spiccano sponda Liverpool il 5 a 0 nel 1925, lo 0-3 esterno del 1972, il 4 a 0 del 13 settembre 1990 e il recentissimo 1 a 4 griffato Gerrard della stagione 2008/2009. Di contro all’Old Trafford sono ricordati con grandi sorrisi il 6 a 1 del 1928, il 5 a 0 del 1946 giocato al Maine Road (all’epoca l’Old Trafford non era agibile per i danni subiti durante la seconda guerra mondiale), il 5 a 1 del 1953 e il 4 a 0 del 2003 con protagonista l’olandese Ruud Van Nistelrooy.

Se tralasciamo le stagionali e combattutissime sfide di campionato soffermandoci esclusivamente su quelle in Fa Cup scopriamo che le due squadre si sono affrontate ad oggi ben 11 volte. Il primo storico ‘face to face’ risale alla stagione 1897-1898: secondo turno e Liverpool – Newton Heath finisce 0 a 0. Nel replay i reds passano 2 a 1. Nel 1902 il Manchester United (al primo anno con tale nome e nuove maglie dopo la rifondazione) si vendica vincendo 2 a 1 al primo turno, uscendo però al secondo round (sconfitta per 3 a 1) contro l’Everton. Considerando anche l’interruzione dell’attività sportiva a causa della prima guerra mondiale, per scontrarsi nuovamente i due club devono aspettare la stagione 1920-21, dove, ancora al primo turno, si registra di nuovo un pareggio: 1 a 1. Nel replay, come già alla fine dell’ottocento, sono i reds a passare 2 a 1 e a continuare il cammino poi interrotto dal Newcastle Utd. Nuova sfida dopo la seconda guerra mondiale: stagione 1947/48 e lo United stavolta si impone nettamente per 3 a 0 al secondo turno. United che arriverà poi fino alla finale, vincendola sul Blackpool per 4 a 2. E sempre con tre reti ma stavolta per 3 a 1 i red devils eliminano, ancora nel secondo turno, i rivali nel 59/60. Durante i favolosi sixties nessuna sfida mentre la prima finale tra i due colossi è invece datata 21 maggio 1977. I Red Devils accedono a Wembley superando in semifinale il Leeds United per 2 a 1, i Reds di Liverpool superando i cugini dell’Everton con un netto 3 a 0 al replay, dopo aver impattato la prima gara sul 2 a 2. Davanti a 100mila spettatori è il Manchester United a trionfare per 2 a 1 togliendo così ai ragazzi di Bob Paisley la storica possibilità di diventare il primo club a realizzare il treble. Sono infatti gli anni del grande Liverpool europeo, che quell’anno trionferà in campionato ma anche in Coppa Campioni. E’ questa quindi la sfida delle sfide tra le due grandi rivali; una gara che accentuerà in maniera esponenziale anche l’odio sportivo tra le due tifoserie. Nel 78/79 i due club sono di nuovo uno di fronte all’altro, stavolta in semifinale: a vincere sono ancora i diavoli rossi: 2 a 2 nel primo match e 1 a 0 nel replay. United che nell’epica finale del 12 maggio 1979 vedrà però trionfare l’Arsenal di Liam Brady e Alan Sunderland. Ancora semifinale nell’edizione 84/85 ed ancora United vincente dopo un replay: 2 a 2 e 2 a 1. Red Devils che poi trionferanno in finale per 1 a 0 contro l’altro club di Liverpool, l’Everton, grazie ad una gran rete del nord-irlandese Norman Whiteside. Nuova sfida nell’atto conclusivo nel 1996: “the king” Eric Cantona nel finale di gara piega i reds con uno splendido tiro al volo da fuori area e gli uomini di Ferguson alzano il trofeo bissando così la finale del 77. Poi ancora Man United, che al secondo turno dell’edizione 98-99 (l’anno magico del club che realizza il treble) supera i rivali per 2 a 1. L’ultima sfida è del 2006, stavolta sono i Reds a passare: 1 a 0 al 5 turno, viatico per la conquista dell’Fa Cup 2006 nell’emozionante finale di Cardiff contro il West Ham.

C’è tuttavia una gara su tutte che, secondo gli storici calcistici, generò una certa antipatia tra i due club. La partita in questione risale al 19 febbraio 1910 e nella storia del Manchester United ha una certa rilevanza in quanto fu la prima disputata dal club di Manchester all’Old Trafford, inaugurato proprio quel giorno. La realizzazione della casa dello United fu opera dell’architetto scozzese Archibald Leitch e all’epoca suscitò la curiosità di moltissimi appassionati di football, non solo della città di Manchester.

In quel 19 febbraio il calendario della first division inglese mise di fronte proprio Manchester United e Liverpool. I mancuniani guidati in campo dalla prima vera superstar del football (il gallese Billy Meredith) erano all’epoca di gran lunga la miglior formazione d’Inghilterra: campioni nazionali nel 1908 e vincitori dell’Fa Cup nel 1909. Davanti a 45mila persone e nonostante la grande motivazione dell’inaugurazione del nuovo stadio (all’epoca uno dei più grandi di tutta Europa) i reds di Liverpool sconfissero per 4 a 3 i rivali, rimontando il 2 a 0 iniziale a favore dei padroni di casa. Quella sconfitta nella prima ad Old Trafford fu vissuta dagli sportivi di Manchester come un vero e proprio smacco e seppur la festa per la nascita dell’avveneristico stadio fu enorme, quella sconfitta (condita anche dal gioco molto duro dei reds) sancì il definitivo abbandono di speranza di vincere il titolo per lo United, rovinando in parte l’evento.

Di contro il Manchester United sistemò il conto in sospeso già nell’annata successivamente, quella 1909/1910. I Mancuniani si vendicarono con gli interessi vincendo il titolo della Football League all’ultima giornata proprio al cospetto del Liverpool. Una vendetta che fu soprattutto un suicidio dei reds, che nonostante il punto di vantaggio a 90 minuti dal termine fecero un clamoroso karakiri perdendo 3 a 1 ad Anfield contro l’Aston Villa. Un titolo perso all’ultimo istante, condito successivamente da frecciate polemiche tra i dirigenti delle due formazioni e che gettò altra benzina sul fuoco nel rapporto tra i club.

I red devils ricordano ai nemici che non hanno mai vinto la Premier League dal 1992 a oggi, mentre i Reds puntualizzano che prima della nascita della Premier (1992) il Manchester United aveva accumulato solamente sette titoli nazionali, al contrario dei rossi di Anfield, che negli anni 70 e 80, dominarono la scena nazionale ma anche quella europea.

Il titolo ad Anfield manca dalla stagione 1989/1990, ovvero dai tempi di Ian Rush. Un’eternità se consideriamo l’attitudine vincente del club generata dall’indimenticato Bill Shankly.

Infine la sfida dei musei…Altra battaglia tra i due club. Quello dell’Old Trafford maestoso, quasi regale e strutturato con visite guidate ed ascensori, quello dei Reds meno sfarzoso, essenziale ma non meno ricco di trofei e cimeli, e con il dichiarato intento di fondersi all’Anfield Stadium stesso, creando una leggenda nella leggenda.

Diversi ma imperdibili entrambi, e chi c’è stato può confermare.

A noi non resta che attendere la prossima adrenalinica sfida.

Chris Cesarini

foto tratta da: Official Twitter of Manchester United FC

Christian Cesarini

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Grande esperto di Calcio Inglese e autore di due Best Seller: English Football Days e Swinging Football
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