|
Le autorità calcistiche inglesi incominciarono a prendere davvero coscienza del fenomeno hooligans nel 1989, quando a Sheffield, in occasione della semifinale di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, i tifosi del Liverpool furono protagonisti di una tragedia, questa volta nei panni delle vittime: 95 spettatori morirono nello stadio di Hillsborough in seguito al sovraffollamento provocato dall'ingresso improvviso, avallato dalla negligenza della polizia, di una consistente massa di fan del Liverpool privi di biglietto.Le vie di fughe erano precluse dalle strutture dell'impianto. La recinzione che separava gli spalti dal terreno di gioco, introdotta proprio per contenere le invasioni di campo e i relativi disordini tra tifoserie, impedì di fatto agli spettatori di rifugiarsi sul prato. Furono i morti di Hillsborough a sollecitare non solo le politiche anti-hooligan del governo, ma anche la necessità di ristrutturare e modernizzare gli stadi, come prescriveva il Taylor Report che venne commissionato nel 1989. Scopriamo nel dettaglio i provvedimenti che, a più di 15 anni dalla tragedia di Hillsborough, hanno reso gli stadi inglesi tra i più sicuri al mondo. Il rapporto è basato su 4 principi
1. Reinventare la comunità: lo stadio inteso come luogo di aggregazione e quindi come spazio pubblico
2. Riscoprire lo spettacolo: tutto può essere spettacolo, non solo l’evento partita
3. Parlare ai tifosi come clienti: attenzione alle loro esigenze
4. Schedare i tifosi: introduzione della carta d’identità per i frequentatori degli stadi
1) la completa ristrutturazione degli impianti con la eliminazione delle barriere tra il campo di gioco e la tribuna, seggiolini in tutti i settori, capienza di almeno 20mila posti e possibilmente dotati di box privati, uso di telecamere a circuito chiuso;2) presa di coscienza dei tifosi dopo il bando europeo; 3) responsabilizzazione delle società a cui è stata affidata la sorveglianza all'interno degli impianti attraverso la presenza di stewards privati (pagati dai club) in collegamento via radio con la polizia presente solo all'esterno degli impianti; 4) divieto per le società di intrattenere rapporti con i propri tifosi, fatta eccezione per la collaborazione finalizzata a prevenire possibili incidenti;5) creazione di una squadra speciale di sorveglianza nazionale anti-hooligans: la National Football Intelligence Unit costituita da Scotland Yard nel 1989. Un agente è affidato a ognuna delle 92 società professionistiche e si occupa – viaggiando sempre al seguito della tifoseria - della schedatura dei tifosi violenti e di azioni di infiltrazione. Con questo sistema è stato possibile schedare, in un'apposita banca dati, circa settemila tifosi;
6) sistema "Crimistoppers" (in dieci anni ha permesso la cattura di oltre 15mila ultras) ideato da un gruppo di privati: esiste un numero verde a cui si può telefonare (media di circa 200 al giorno) per segnalare episodi, persone sospette e/o situazioni pericolose. Le denunce sono rigorosamente anonime così come la ricompensa ai cittadini che permettono la cattura degli eventuali teppisti. Dal lato normativo: a) lo Sporting Event Act (1985) vieta l'introduzione degli alcoolici negli stadi; b) il Pubblic Order Act (1986) indica come reato il comportarsi alle partite in modo "allarmante", anche se non violento, concedendo ai magistrati il potere di impedire l'accesso negli stadi a singoli tifosi "violenti" che devono presentarsi ai rispettivi comandi di polizia in occasione delle partite; c) ll Football Offences Act (1991) permette alla polizia di arrestare e far processare per direttissima i tifosi anche solo per violenza verbale (linguaggio osceno e cori razzisti).
Misure queste tutte in vigore in Gran Bretagna e che il governo Blair, nell'impossibilità di un'applicazione in occasione delle trasferte all'estero dei tifosi, ha ben supportato con l'approvazione del Football Disorder Act. Questa legge conferisce poteri enormi a Scotland Yard che può sequestrare il passaporto di un sospetto appena cinque giorni prima di una gara che si disputi all'estero.
C'è comunque da sottolineare come il Taylor report indicasse anche la diminuzione dei prezzi dei biglietti d'ingresso alle partite. Indicazione questa totalmente ignorata se si considera che nel 1991 per entrare allo Stamford Bridge di Londra, a vedere il Chelsea, bastavano 5 sterline mentre ora ce ne vogliono almeno 35. Con la conseguenza, poco pubblicizzata dai mass media per altro, che se negli stadi inglesi non esiste più la violenza è anche e soprattutto merito del caro biglietti, che tiene lontano la working class ( la classe operaia ) dagli stadi.
fonte internet
|