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Questa che state per
leggere non è una storia divertente.
È una storia amara, drammatica, triste. Che deve far riflettere.
La storia di un qualunque tifoso di una qualunque squadra di calcio di
un qualsiasi Paese.
Che poi si chiami Jamie Turner e sia tifoso del Manchester United è
davvero un dettaglio.
Certo, non per lui e nemmeno per la sua famiglia.
Il 15 maggio del 2005 rimarrà impresso nella memoria di Jamie Turner
per tutta la vita.
Per fortuna. Perché è segno che ha ancora sia la vita, sia la memoria.
E, da subito, si era capito che il rischio di perderle entrambe era
davvero grande.
Quel maledetto giorno, come spesso gli capitava di fare con gli amici,
Jamie era andato a in trasferta per sostenere il Manchester United, la
sua squadra del cuore.
Il calendario della stagione in corso lo aveva portato a sud
dell’Isola. A Southampton.
Improvvisamente, però, la giornata di festa si era trasformata in un
incubo. Lungo e doloroso.
Appena arrivato nelle vicinanze dello stadio, era stato attaccato alle
spalle da un gruppo di tifosi della squadra locale e in un attimo si
era trovato in terra, colpito alla testa e privo di sensi.
Il suo cranio era sfondato e fratturato da orecchio a orecchio e
un’emorragia cerebrale complicava la faccenda.
Soccorso prontamente e ricoverato presso l’unità di neurochirurgia
dell’ospedale di Southampton, gli veniva rimossa una intera sezione del
cranio per favorire l’operazione che serviva a fermare l’emorragia.
La famiglia veniva subito avvisata delle condizioni gravemente critiche
che mettevano il loro congiunto seriamente a rischio della propria
vita.
Per circa tre settimane Jamie Turner è rimasto in stato di coma
profondo sospeso tra la vita e la morte.
Al suo risveglio si era capito immediatamente che il cervello aveva
sofferto gravissimi danni e che se mai si fosse ripreso, sarebbe
occorso diverso tempo, visto che Jamie si era risvegliato con la mente
di un bambino di cinque anni.
La moglie e i figli rimanevano al suo capezzale, cercando di stimolare
la ripresa delle sue facoltà mentali e cercando di scoprire di quali
informazioni fosse ancora in possesso, giacché praticamente nulla della
sua vita era inizialmente presente nei files della sua memoria: Jamie
era appena in grado di leggere, ma non di scrivere; era affetto da
afasia, l’alterazione della facoltà del linguaggio, la sua voce era
monotona e la capacità di esprimersi molto ridotta.
Non solo: Jamie era rimasto paralizzato da un lato del corpo e
nonostante gli sforzi, il braccio e la mano sinistra rimanevano
bloccati e l’occhio sinistro, non trasmettendo i segnali corretti al
cervello, gli negava una piena capacità visiva.
Fortissime emicranie e un continuo senso di spossatezza aggravavano il
quadro clinico.
Dopo numerosi interventi chirurgici e tante cure per la riabilitazione,
con decine di specialisti di diversi settori della scienza medica,
Jamie Turner, finalmente, nell’agosto del 2006, è stato nuovamente
operato per risistemare il cranio sfondato e inserire una placca che
andasse a sostituire il pezzo di calotta che era stato tolto nel maggio
2005.
Giusto per proteggere il suo cervello dalla parte in cui il colpo lo
aveva danneggiato maggiormente.
Pochi istanti per renderlo un vegetale e anni per aiutarlo a recuperare
una normalità che non sarà mai piena.
E soprattutto tanta sofferenza e spese incredibili.
Jamie non è ancora in grado di lavorare; soffre di disturbi alla vista,
di depressione e di continue emicranie.
E ha un gran bisogno di dormire e di riposare.
Ma non è finita così la storia di Jamie Turner.
Grazie all’aiuto dei suoi familiari, dei suoi amici, dei tifosi dello
United e di tanti sconosciuti, Jamie ha recuperato.
Lentamente, ma ha recuperato.
L’11 gennaio scorso il Manchester United Football Club lo ha invitato
assieme alla sua famiglia a incontrare i giocatori della sua squadra
del cuore in occasione dell’allenamento prima della partita del giorno
dopo.
E il 12 gennaio, Jamie Turner è tornato all’Old Trafford.
I giocatori dello United gli avevano promesso una gara intensa,
dedicata a lui e alla sua famiglia. Una vittoria, tutta per loro.
Così è stato: il Manchester United ha vinto 6-0 contro il Newcastle.
Jamie, commosso, per qualche momento è tornato un uomo normale,
dimenticando le sue grandi sofferenze.
E così, per ora, finisce la tragica storia di un tifoso di una squadra
di calcio, attaccato vigliaccamente da qualcuno che lo ha lasciato in
terra in fin di vita.
Action Now – Play old style ha deciso di offrire il proprio piccolo
contributo per aiutare economicamente la famiglia Turner.
Ogni donazione sarà devoluta al fondo creato appositamente per
Jamie.
Perché anche una piccola offerta può contribuire ad aiutare un grande
uomo e un grande tifoso.
Jamie Turner.
Per contribuire: ACTION NOW PLAY OLD STYLE E JAMIE TURNER
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