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Se entrate al The Albert,
il pub adiacente Anfield e, sorseggiando una pinta, domandate a
qualche tifoso un pò attempato chi è il giocatore più
amato tra quelli che hanno vestito in passato la gloriosa maglia dei
Reds non vi sentirete rispondere Kevin Keegan, o Kenny Dalglish o
magari Alan Kennedy o John Barnes ma vi diranno un nome che i tifosi
più giovani del Liverpool conosceranno meno o forse per
niente: Ian Callaghan. Il motivo? Andiamo a scoprirlo...
Ian Robert nasce il 10
aprile del 1942 a Toxteth, un sobborgo di Liverpool ed entrò a
15 anni da apprendista nel club. Tifoso dei reds sin da piccolissimo
(rifiutò anche un provino per i rivali dell'Everton perchè
disse non si sarebbe sentito a suo agio) Ian aveva come idolo un
attaccante che fece la storia del club negli anni 40 e 50, lo
scozzese Bill Liddell. Il ragazzino si fece notare subito e debuttò
il 16 aprile 1960, il Liverpool surclassò il Bristol Rovers
per 4 a 0 e lui entrò in campo proprio al posto del suo idolo
di bambino Liddell, che stava giocando la sua ultima stagione ad
Anfield e che diede in seguito molti saggi consigli al giovane Ian.
Quel giorno nuvoloso di metà aprile 1960 Callaghan fece un
ottima gara ed uscì dal campo tra gli applausi, poi tornò
nella squadra riserve, anche se per poco. Al tempo il club non
navigava in buone acque. Alla fine della stagione 1953-54 il
Liverpool, giunto ultimo con appena 22 punti, era retrocesso in
seconda divisione e ritorno' nella massima serie solo nella stagione
1961-62, con l'avvento in panchina di Bill Shankly. Callaghan quindi
entrò nel Liverpool nel suo periodo più buio e vi
rimase fedele per 18 anni (fino al 1978), partecipando all'evoluzione
storica e ai grandi trionfi dei Reds, che dominarono la scena
nazionale ed europea negli anni 70. Ala destra, titolare già
nel 1961, fu uno degli artefici della promozione in first division
del 1961, il suo primo goal con la maglia rossa lo realizzò il
4 novembre 61 contro il Preston North End al quale ne seguirono altri
68, per un totale di 69 reti nell'arco della sua lunga permanenza ad
Anfield. Il tutto al cospetto di ben 856 (!) partite di cui 640 di
lega, che ancora oggi fanno detenere a Callaghan il record di
presenze assoluto dei reds. Il palmares dell'idolo della Kop parla
chiaro: 5 campionati inglesi (64-66-73-76-77), 2 Fa Cup ( 65-74), 6
Charity Shield (64-65-66-74-76-78), 2 coppe dei Campioni (77 e 78), 2
coppe Uefa (73 e 76), e 1 supercoppa Europea (77). Tutte da
protagonista indiscusso. Inoltre campione del mondo con la nazionale
inglese nel 1966, anche se da riserva con appena una presenza ( con
la maglia numero sette ) nel match vinto sulla Francia 2 a 0 con due
reti di Roger Hunt. Poi Alf Ramsey gli preferì un "certo"
Alan Ball. Lui tornò in nazionale 11 anni e 49 giorni dopo
quel giorno ( altro record ), quando il 7 settembre 1977 Ron
Greenwood lo schierò per un match amichevole contro la
Svizzera terminato 0 a 0. In tutto furono 4 le presenze con la maglia
dei 3 leoni. Poche considerato il valore del giocatore. Nel 1974
venne nominato dalla stampa sportiva inglese giocatore dell'anno e
divenne membro dell'impero Britannico, titolo conferitogli per i suoi
servizi sportivi. "Cally" (così veniva chiamato
affettuosamente da tutti) era un giocatore di estrema saggezza
tattica, veloce nel dribbling e ottimo assist man e soprattutto un
giocatore amato da tutti, mai sopra le righe, un vero gentleman
considerato che in ben 856 matches disputati tra campionato, coppe
nazionali ed europee non venne mai ammonito, neppure una volta.
Emblematica una frase del leggendario Shankly su di lui:" Cosa
penso di Ian Callaghan? Che è un grande uomo ed un ottimo
giocatore e soprattutto che non è mai cambiato. Potreste
picchettare la vostra vita su di lui". Ian anni dopo rivelò
in un'intervista che Shankly non gli aveva mai dato consigli tattici
prima di scendere in campo, tanta era la fiducia che il manager
scozzese riponeva in lui. Questo era, è e sarà Ian
Callaghan per i tifosi del Liverpool. E lui, che oggi ha 65 anni e
che ha sempre tenuto un basso profilo dopo il suo ritiro, non ha mai
smesso di tifare Liverpool. Basta recarsi ad Anfield quando giocano i
Reds: Cally è lì, sempre presente, come quando era un
ragazzino e sognava di diventare un idolo della Kop...
Scritto da Chris Cesarini.
Articolo pubblicato sul numero 21 della fanzine Football Please Uk
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